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September 27 SOTTO OGNI BANDIERA - La sagra della stupidità umana - X parte“Dunque tu sei re?” (Giovanni 18:37).
Questa fu la domanda che il governatore romano Pilato rivolse a Gesù la notte in cui questi fu arrestato. Perché il rappresentante del potente impero romano rivolse una domanda del genere a colui che, apparentemente, sembrava un umile personaggio portato al suo cospetto legato come un comune malfattore? Molto probabilmente non era sfuggito a Pilato ciò che era successo appena qualche giorno prima quando Gesù era entrato a Gerusalemme cavalcando un puledro d’asina, così come facevano in passato i re d’Israele appena nominati, ed era stato accolto trionfalmente da una folla che lo aveva acclamato come “figlio di Davide”, il promesso liberatore!
Ma chi era effettivamente Gesù? Perché il titolo di Cristo [dal greco Christòs, equivalente dell’ebraico Mashìach (Messia), che significa “Unto].
Cos’è egli per noi? Ancora il bambinello esposto nella mangiatoia, com’è rappresentato nei presepi, o l’uomo emaciato e morente rappresentato nelle tele e nelle sculture artistiche?
E’ molto interessante sapere cosa Gesù stesso rispose alla domanda di Pilato: “Tu lo dici; io sono re”.
In uno dei miei passati post ho riferito delle due genealogie di Gesù scritte dagli evangelisti Matteo e Luca. Entrambe dimostrano che egli, sia attraverso la discendenza paterna (Matteo 1: 6-16) che attraverso la discendenza materna (Luca 3:23-31) veniva dalla famiglia reale del re Davide e, in qualità di primogenito di Giuseppe (adottivo) e Maria, qualora ci fosse stato a quel tempo ancora il regno di Israele, avrebbe avuto il diritto legale e naturale a sedere sul trono come re. Ecco perché l’angelo Gabriele, annunciando la sua nascita a Maria disse: “… il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine” (Luca 1:32).
Ma quel regno non esisteva più! Era stato spazzato via 607 anni prima da Nabucodonosor, re dei babilonesi, e mai più restaurato.
Allora di cosa era re Gesù, quando disse a Pilato “… io sono re”?
Egli stesso lo spiegò aggiungendo: “Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù” (vv. 36).
Non era dunque l’antico regno di Israele che Gesù avrebbe ricevuto ma ciò che quel regno, in piccolo, aveva sempre rappresentato: il dominio di Dio esercitato sulla sua creazione.
Il re Davide aveva bene in mente questo quando, in una delle sue toccanti ed estemporanee preghiere (e non le solite litanìe ripetute a cantilena) che il cuore gli dettava, affermò: “Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore e la maestà, perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo. Signore, tuo è il regno; tu ti innalzi sovrano su ogni cosa” (1Cronache 29:11).
Dunque è il Regno di Dio, nella sua sede naturale, i cieli, che Gesù avrebbe ricevuto per la sua fedele condotta terrena.
All’età di trent’anni Gesù si presentò da Giovanni Battista presso il fiume Giordano e fu da questi battezzato in acqua (altro che battesimo dei neonati!). Il racconto dice che in quel momento “… il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: ‘Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto’” (Luca 3:21,22).
In quel momento egli divenne il Cristo, il Messia o l’Unto, cioè fu nominato da Dio quale Re del suo Regno con la manifestazione miracolosa della discesa dello Spirito Santo (anticamente simboleggiato dall’olio che il Sommo Sacerdote versava sulla testa dei re di Israele all’atto della loro nomina – cfr. Salmo 45:7). Di questo abbiamo anche la testimonianza dei suoi discepoli, tra i quali Natanaele che disse: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele” (Giovanni 1:49).
Da quel momento il Regno di Dio divenne il tema principale del ministero di Gesù (cfr. Matteo cap. 13) e per la venuta di quel Regno, cioè per l’estensione del dominio di Dio su tutta la sua creazione, in sostituzione dei fallimentari governi umani (cfr. Daniele 2:44), egli insegnò a pregare: “Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra” (Matteo 6:10).
Quanti dei cosiddetti cristiani conoscono e credono questo?
Dopo la sua morte e risurrezione Gesù tornò da dove era venuto, cioè nel reame spirituale, o nei cieli, dove esisteva non come parte di una triade di dèi, una pura invenzione umana di origine pagana, ma come creatura spirituale, cioè un essere creato da Dio, perciò non Dio stesso come erroneamente insegnato, ma un angelo, anzi arcangelo (“angelo capo” o “angelo principale”), l’arcangelo Michele (cfr. 1Tessalonicesi 4:16). Questo è infatti il nome che aveva prima della venuta come uomo sulla terra e che riprese dopo la sua ascesa in cielo. Li restò in attesa di ricevere dal Padre pieni poteri come Re del suo Regno. Spiegò molto bene questo San Pietro nel suo discorso il giorno di Pentecoste dell’anno 33 allorché disse: “Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi. Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne vide corruzione. Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice: Disse il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi. Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!” (Atti 2:29-36).
Altro che un bambinello indifeso! Neanche un uomo emaciato e morente è il Gesù delle Sacre Scritture! Ma una persona spirituale, un Re potente che dovrà sottomettere tutti i nemici del dominio di Dio!
Presentare l'immagine di un personaggio debole ed esangue, facendo perdipiù passare questa figura di remissione per una ipocrita forma di umiltà, fa certamente più comodo agli opportunisti religiosi, abituati a pensare e a fare i propri comodi in materia di fede, che non un personaggio vigoroso e presente a cui rendere conto del proprio credo e delle proprie azioni!
Ma quando Gesù riceverà pieni poteri reali per far fare la volontà di Dio in terra, in adempimento alle nostre preghiere? E che significherà per la terra che si farà la volontà di Dio?
Sarà interessante continuare ad investigare sulle profezie bibliche al riguardo …….
“Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre” – Filippesi 2:9-11
September 21 RASSEGNA STAMPA - Le notizie che non dovrebbero mai sfuggirciNel dossier degli inquirenti si citano abusi su ragazzi thailandesi e boliviani Don Gelmini molestò minori stranieri Il sacerdote avrebbe avuto rapporti con giovani thailandesi e boliviani. Altri casi nel 2005. La difesa: accuse infondate
Corriere della Sera - 15 settembre 2007 di Fiorenza Sarzanini
ROMA - Ci sono «molti ragazzi minorenni di origine thailandese e boliviana» che avrebbero subito molestie sessuali da parte di don Gelmini. Gli atti d'indagine della squadra mobile di Terni ricostruiscono la presunta attività illecita del fondatore della comunità «Incontro» di Amelia e individuano le sue potenziali vittime. Accertano altri reati che sarebbero stati commessi dal sacerdote. Ma delineano anche il ruolo dei suoi collaboratori che, in alcuni casi, avrebbero tentato di convincere i ragazzi a ritrattare le accuse. Gli accertamenti si concentrano in particolare su Pierluigi La Rocca, accusato di favoreggiamento perché avrebbe indotto uno dei giovani a scrivere una lettera per smentire quanto aveva già dichiarato ai pubblici ministeri, provvedendo a dettargli il testo.
Che siano queste le sensazionali e riservate notizie che i “soliti” ben informati conservavano nei loro cassetti? Oppure le altre di seguito riportate?
Festini e minacce a Firenze L'indagine porta alla Curia Nell'inchiesta già coinvolto il parroco don Cantini, condannato dal tribunale della Chiesa. Chiamato in causa da una ventina di donne
Corriere della Sera - 19 settembre 2007 di Fiorenza Sarzanini
FIRENZE - La sentenza di condanna del tribunale della Chiesa sembrava aver chiuso la vicenda. E invece l'inchiesta penale su don Lelio Cantini, il parroco di Firenze di 82 anni riconosciuto colpevole dai suoi superiori di abusi sessuali nei confronti di alcune ragazze, adesso entra nelle stanze della curia. Esplora i rapporti tra il prete e quello che era il suo allievo prediletto, il vescovo ausiliare del capoluogo toscano Claudio Maniago. Verifica alcune denunce che lo coinvolgono in festini a luci rosse e tentativi di plagio di alcuni fedeli per costringerli a cedere le loro proprietà. L'alto prelato non risulta iscritto nel registro degli indagati, ma nei suoi confronti sono già stati disposti accertamenti e controlli. I magistrati hanno acquisito i tabulati delle sue telefonate e ora si concentrano sui conti correnti bancari proprio per stabilire la fondatezza delle accuse.
Come dire: “Il lupo (Matteo 7:15) perde il pelo ma non il vizio”!
Napoli: Si rinnova il miracolo di San Gennaro
Corriere della Sera – 19 settembre 2007
NAPOLI - Si e' rinnovato questa mattina nel Duomo di Napoli il miracolo di San Gennaro. Alle 9.31 il cardinale Crescenzio Sepe ha annunciato che il sangue conservato nell'ampolla si era liquefatto. Tra i napoletani si fa festa tutte le volte che il miracolo si rinnova, perché questo viene considerato un segno positivo per l'intera città.
Adnkronos/IGN
ROMA, 17 settembre - San Gennaro pensaci tu. E la tradizione sul santo più amato e invocato dai napoletani è generosa: prevede infatti ben tre date all'anno in cui si verifica, o si dovrebbe verificare, il 'miracolo' della liquefazione del sangue del vescovo della chiesa di Benevento, martirizzato nel lontano 305, e la cui reliquia è conservata nel Duomo della città partenopea. Le ricorrenze sono il 19 settembre, per la solennità liturgica del santo, il sabato che precede la prima domenica di maggio, in occasione della cerimonia che ricorda la prima traslazione delle reliquie, ed il 16 dicembre, per l'anniversario dell'eruzione del 1631, bloccata dopo le preghiere al patrono. In queste occasioni, i grumi rappresi spontaneamente si sciolgono ed il sangue ribolle ed assume il colore rosso vivo.
Si chiede giustamente un’amica bloggista: che cosa strana! Già… anch’io mi son sempre chiesto a che cosa serve un tale miracolo. I miracoli narrati nelle Sacre Scritture sono sempre stati fatti per recare beneficio alle persone, per liberarle dai pericoli, per guarirle dalle malattie o addirittura per risuscitarle dalla morte. Ma un pugno di sangue che si scioglie a che serve? … a chi giova? La tanto devota Napoli versa in un degrado sociale che non trova uguali in nessun’altra parte del paese. La camorra continua ad espandere il suo potere e i suoi traffici malavitosi fregandosene e addirittura intimorendo pubblicamente i rappresentanti della legalità. Gestisce in toto l’attività “produttiva” che sostiene l’economia di buona parte della popolazione: spaccio di droga, contrabbando, estorsioni, scippi. Attività che, come dimostra l’accoglienza riservata a Saviano, è ormai considerata la normalità da una popolazione, specialmente di giovani, umiliata, affamata e tenuta nell’ignoranza dalla commistione politica-economica-clericale che da sempre domina la città. Mi diceva tempo fa una gentile signora della piccola borghesia napoletana (cioè di quelle che possono contare su uno stipendio fisso): “A Napoli non lavora chi non vuole lavorare”! E mi faceva l’esempio del proprio maritino, che aveva un lavoro “fisso” ma anche un secondo lavoro che gli permetteva di guadagnare anche più dello stipendio fisso. Come? Dandosi spesso malato o assentandosi dal primo lavoro, poteva così svolgere tranquillamente anche il secondo! Era del tutto normale, tant’è che lo facevano tutti i colleghi del marito! La garanzia del successo era data proprio dalla loro omertà! Quanti di questi malavitosi sono devoti al loro santo? C’è poi l’area metropolitana di Napoli che rappresenta in pieno il mito della “frontiera”; dal centro della città alla periferia più estrema è un unico blocco di cemento, c’è di tutto: centri commerciali, case abusive, capannoni, chiese, strade sterrate, gelaterie, cartelloni pubblicitari, pizzerie, cavalcavia, molti dei quali mai completati, il traffico caotico e personalizzato da ciascun abitante per le proprie esigenze. Nessuna zona di rispetto, nessuna area verde. Uno squallido esempio del capitalismo più avanzato, del puro liberismo, che considera le regole come inutili lacci alla “libera impresa”, cioè all’egoismo sociale e al cinismo imprenditoriale. I cumuli di mondezza che continuano a crescere sono spesso l’unica nota di “colore” nel grigiore ambientale. A chi giova dunque il “miracolo” di S. Gennaro? Disse in una circostanza Gesu: “Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l'ho predetto” (Matteo 24:24). Aggiunse S. Paolo nella sua seconda lettera ai Corinti: “… Satana si maschera da angelo di luce. Non è perciò gran cosa se anche i suoi ministri si mascherano da ministri di giustizia; ma la loro fine sarà secondo le loro opere”. Cosa resta dunque ai tanti poveri napoletani, un po’ sinceri, altri meno? La “luce” o la meraviglia di un inutile “miracolo” che acceca gli occhi affinché non vedano le malefatte dei tanti “don” e di qualche “priore”. Qualche balletto propiziatorio di tempi migliori, a mo’ di danza indiana. L’illusione di vivere in una società solidale ma effettivamente povera di spirito, di senso sociale, una giungla di edonismo e di incultura, incapace di elaborare un benché minimo pensiero critico sul proprio stato di “estasi” mistica. Oppure il piacere di ammirare il vasto “tesoro” del santo, il cui enorme valore commerciale potrebbe risolvere i problemi alimentari di tanti bambini affamati sparsi per il mondo, ma tenuto li a testimoniare l’opulenza di una Chiesa soddisfatta di se stessa e insensibile ai bisogni reali della gente! Tali ignavi, scevri di ogni forma di serio interesse, sociale, politico o religioso, umiliati nella loro nudità, costretti a inseguire un'insegna senza significato, sono ben descritti dal sommo Dante nel terzo canto dell’inferno: “Questo misero modo tegnon l'anime triste di coloro che visser sanza 'nfamia e sanza lodo”. Ma si sa, “o miracolo” è sempre “o miracolo”, è un “privilegio” che nessun’altro ha!
"Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa." - Inferno, Canto III, verso 51
September 18 L'URLOQuante volte mi sono chiesto: “Se io fossi il Presidente….”, se avessi cioè poteri decisionali sulla vita di una nazione, cosa farei? “Vorrei garantire a tutti un governo giusto, che stabilisca diritti e doveri uguali per tutti i cittadini e non solo per favorire qualche classe privilegiata”. “Vorrei dare un lavoro a tutti perché ogni cittadino abbia la dignità e la possibilità di realizzare con il suo ingegno e con le sue mani le proprie aspirazioni”. “Vorrei creare un sistema sanitario che si prenda cura con competenza e debita premura della salute di ogni cittadino”. “Vorrei che ciascuno di sentisse sicuro quando cammina per strada e protetto quando dimora nella propria casa “. “Vorrei fornire ai giovani dei valori in cui credere, delle sane famiglie in cui rifugiarsi, dei cari amici su cui contare affinché non rimangano delusi inseguendo le chimere del consumismo più sfrenato, non si perdano nella solitudine dell’anima e non caschino nei meandri di una disperata dipendenza psico-fisica”. Vorrei… vorrei… quante altre cose che vorrei fare… ma poi penso che esercitare potere significa anche accettare il compromesso e perciò non tutto quello che vorrei veramente potrei realizzare… ma di certo mi dannerei l’anima per realizzarne almeno una!
Altre volte mi sono chiesto: “Se io fossi Dio…”, col suo amore perfetto… con la sua onnipotenza, cosa farei? “Sarei incorruttibile, perché tutte le cose le ho create io, cosa mai potrei desiderare?… perciò garantirei la giustizia uguale per tutti e la farei non solo scrivere su qualche muro di tribunale, ma la farei rispettare!… A me, che vedo ogni cosa, nessuno potrebbe nascondere le sue malefatte, le scoprirei e le renderei subito manifeste. Così, insieme alla giustizia, garantirei anche la sicurezza delle persone”. “Con la mia onniscienza e onnipotenza potrei controllare ogni evento della natura ed evitare che accadano tutti quelli che arrecano danni sulla terra. No, non aspetterei che mi chiedessero: ‘Perché è successo?’”. “E che dire di quelli che soffrono la fame, di quei milioni di bambini malnutriti, ridotti a pelle e ossa? Di tutti quei derelitti che continuano a pregare pieni di speranza: ‘Dacci oggi il nostro pane quotidiano’? Non glie lo negherei di sicuro! Farei in modo che la terra producesse in abbondanza e che nessun raccolto vada distrutto. Farei in modo che nessuno soffrisse più per mancanza di cibo”. “Ma non istituirei un buon sistema sanitario per curare la gente! No, perché eliminerei totalmente le malattie! Non starei impassibile a vedere le persone piagate nella loro carne o che gridano il loro dolore per la perdita di una persona cara. Come potrei tollerare che si dica di me di essere insensibile davanti al pianto straziante di un padre o di una madre che hanno perso il loro bambino e si sentono per di più dire che io glie l’avrei tolto per avere un altro angioletto nei cieli? Scusate, ma questa è una cattiveria e una meschinità che io non sopporterei proprio! Piuttosto col mio potere creativo me lo farei dal nulla un altro angioletto, invece di strappare un bambino all’affetto dei suoi!”. “E come non tener conto dei milioni e milioni di esseri umani che sono morti e del legittimo desiderio dei loro cari di rivederli e di riabbracciarli? Come sarebbe crudele se avessi destinato un marito ad un luogo di tormento eterno e la sua propria moglie ad un altro luogo di beatitudine eterna… che frustrazione per le loro aspettative… potrebbero mai rincontrarsi? Che beatitudine sarebbe per il coniuge più fortunato vedere l’altro tanto amato soffrire in eterno le pene del castigo? Sarebbe questo vero amore? Non lo permetterei mai!”. Ah!… se fossi Dio… non abbandonerei al loro destino le mie creature ma mi prenderei tenera cura di tutte le loro necessità non facendo loro mancare quel che serve per vivere ed esser felici! “Renderei la terra un mondo d’amore, senza più barriere nazionali, linguistiche, razziali, ideologiche, culturali né di qualsiasi altra natura!”.
Ma io non sono nulla! (Salmo 89:48). Non sono un Presidente… anche se teoricamente, in democrazia, ci sarebbe perfino una remota possibilità che io potessi diventarlo… se vivessi forse ancora abbastanza, per solo sognarlo… e in tal caso, anche diventandolo, la morte verrebbe a porre improrogabilmente fine a qualsiasi cosa di buono io potessi fare! Ma Dio proprio no!… non potrei esserlo mai!… Qualcuno ha voluto diventarlo, ma che tragiche conseguenze! (2Corinti 4:4). Qualcun’altro ancora pretende di essere “Dio in terra” e, come Lui, di essere infallibile nelle proprie decisioni! Anche questo con conseguenze drammatiche sulla condizione morale e fisica del genere umano! La parte dell’umanità soggetta a queste “infallibili” decisioni è la più corrotta, la più moralmente degradata, la più guerrafondaia, la più ingiusta, la più ipocrita di fra il genere umano!
Ma Dio!… ciò che mi tormenta l’animo è questo pensiero: se io, che non sono nessuno, se solo ne avessi il potere, farei tante cose buone per il genere umano…. Possibile che tu sei meno di me?
“Fino a quando, Signore, continuerai a dimenticarmi? Fino a quando mi nasconderai il tuo volto? Fino a quando nell'anima mia proverò affanni, tristezza nel cuore ogni momento” – Salmo 13(12):2,3
September 14 SOTTO OGNI BANDIERA - La sagra della stupidità umana - IX parteNel mio ultimo post prima delle vacanze ho esaminato la visione profetica, narrata nel 2° capitolo del libro biblico di Daniele, di una enorme statua composta da vari metalli: testa d’oro, petto e braccia d’argento, ventre e cosce di rame, gambe di ferro e piedi parte in ferro e parte in argilla. Secondo l’interpretazione contenuta nella Bibbia stessa quella statua raffigurava il susseguirsi dei governi umani nel dominio mondiale in opposizione al dominio divino rappresentato sulla terra. Perciò, per riassumere, la testa d’oro simboleggiava l’impero babilonese, il petto e le braccia d’argento simboleggiavano l’impero dei medi e dei persiani, il ventre e le cosce di rame simboleggiavano l’impero macedone di Alessandro Magno, le gambe di ferro simboleggiavano l’impero romano e i piedi di ferro e argilla simboleggiavano la successiva potenza anglo-americana nonché il complesso dei governi (le dieci dita), in parte “autoritari” e in parte “democratici” esistenti nei nostri giorni (Daniele 2:36-43; Apocalisse 17:10).
C’è l’ultima parte della visione, allora lasciata in sospeso, di cui è interessante comprendere il significato profetico. Essa dice: “Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma non per mano di uomo, e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e di argilla, e li frantumò. Allora si frantumarono anche il ferro, l’argilla, il bronzo, l’argento e l’oro e divennero come la pula sulle aie d’estate; il vento li portò via senza lasciar traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta quella regione” (Daniele 2:34,35). Cosa poteva mai significare? Come dimostra la parallela profezia di Apocalisse sopra citata, nel simbolismo biblico i monti rappresentano i regni o i governi al potere (cfr. vv. 9,10). Appropriatamente nella sua spiegazione della profezia Daniele dice: “Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre. Questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per mano di uomo, e che ha stritolato il ferro, il bronzo, l’argilla, l’argento e l’oro. Il Dio grande ha rivelato al re quello che avverrà da questo tempo in poi. Il sogno è vero e degna di fede ne è la spiegazione” (Daniele 2:44,45). Mi sembra dunque evidente il significato della profezia!Ci sarà un cambiamento nel dominio della terra: il governo di Dio eliminerà l'attuale sistema con i suoi governi politici e nazionali in conflitto tra loro e prenderà il loro posto per sempre! Fin dagli albori della sua storia l’uomo si è voluto sottrarre alla guida del suo Creatore cercando una sua via nel governo della terra. Ha sperimentato ogni forma di governo possibile, dalla monarchia alla democrazia, dall’oligarchia al totalitarismo, dal capitalismo al comunismo. Con quale risultato? Non ce n’è stato uno che abbia recato felicità alla maggioranza dei sudditi o dei cittadini. Le ingiustizie sono state una cosa comune. Persone sono state oppresse e a volte il malgoverno è stato tale che gli oppressi si sono ribellati. Ma nemmeno i governi andati al potere con una rivoluzione sono andati bene. Proprio come ha scritto un saggio governante: “Tutto questo ho visto riflettendo su ogni azione che si compie sotto il sole, quando l’uomo domina sull’altro uomo, a proprio danno” (Ecclesiaste 8:9).
Il genere umano continua ad arrancare nella ricerca di un buon governo che appare sempre più una chimera! Perché? Ecco la spiegazione del suo Creatore: “… l’uomo non è padrone della sua via, non è in potere di chi cammina il dirigere i suoi passi” (Geremia 10:23). L’uomo non è stato creato per autodeterminarsi! Come disse Gesù: “L’uomo … vivrà di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Matteo 4:4). Ha bisogno della guida del suo Creatore per avere successo. Il dominio di Dio, non quello dell’uomo, garantisce alla terra un giusto governo! Ecco perché Gesù disse al rappresentante del dominio umano del suo tempo: “Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù” (Giovanni 18:36). E insegnò poi a pregare: “…venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra” (Matteo 6:10).
I “cristiani” di ogni tempo, fino ai nostri giorni, hanno recitato e continuano a ripetere a cantilena queste parole. Ma quanti ne conoscono il vero significato? Quanti si sono mai chiesti, pronunciandola, cosa significa la parola regno? Il clero (sia cattolico che protestante), a cui molti fanno riferimento per la loro fede, non è che abbia molto da dire sulla venuta del regno di Dio. Contrariamente a Cristo Gesù, che non fu molto popolare tra i governanti del suo tempo, anzi, come si è visto, fu piuttosto distaccato e risoluto nel rigettarli, i capi religiosi delle varie chiese “cristiane” non disdegnano affatto l’amicizia dei governanti della terra né di sedere al loro fianco nelle cerimonie pubbliche né fanno mancare loro il proprio pieno sostegno, anche nelle loro azioni più turpi, come nel caso di tanti governi dittatoriali (nazismo, fascismo, regimi militari del sudamerica, ecc. ecc.) ignorando l’avvertimento del devoto fratello di Gesù: “Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4). Anzi, un crescente numero di ecclesiastici rigetta la credenza che la Bibbia sia interamente ispirata da Dio. Essi hanno la tendenza a considerare la Bibbia come un libro di precetti morali o una filosofia di vita. Quindi ne considerano le profezie, incluse quelle relative al regno di Dio, come espressioni di aspirazioni umane soltanto anziché espressioni ispirate del proposito di Dio. Sono i primi a non comprendere che cos’è il Regno, del quale parlano come di “qualche cosa di personale e spirituale, un’esperienza del cuore”. Perciò non possono dare la guida o l’incoraggiamento essenziale per ‘cercare prima il regno’, come fece Gesù (cfr. Matteo 6:33). Non è dunque azzardato dire che essi si comportano esattamente come si comportarono i capi religiosi al tempo di Cristo quando, rigettando il governo di Dio, dissero a Pilato: “Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare” (Giovanni 19:15).
Resta ora da vedere qual è la nostra personale posizione riguardo al Regno, cioè al governo di Dio. Soprattutto in vista dell’adempimento della seconda parte del brano della preghiera: “venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra”. Già, che accadrà alla terra quando il Regno farà fare la Sua volontà? Sarà interessante continuare ad investigare le profezie bibliche per avere una risposta!
"Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta" - Matteo 6:33
September 11 PER NON DIMENTICARE11 SETTEMBRE
GHOST DANCE – La danza degli spiriti
Liberamente tratto dall’articolo di Roberto Bui pubblicato su Repubblica XL di agosto 2007
Perché ci odiano? E’ la domanda che milioni di Americani si stanno facendo dopo l’11 settembre e la guerra in Iraq.
Per avere risposta a questa domanda è necessario tornare un po’ indietro nel tempo. Alla notte tra il 28 e 29 dicembre 1890 quando il 7° Cavalleggeri agli ordini del colonnello Gorge A. Forsyth intercettò e radunò più di trecento Sioux a Wounded Knee, nel South Dakota. Gli indiani sospettarono che Forsyth volesse caricarli su un treno e deportarli a Omaha, nel Nebraska, seicento chilometri più a est. Come se l’esercito italiano decidesse, da un giorno all’altro, di prendere dieci-quindici famiglie di Siena per spostarle a Crotone, con un ordine secco: salite sull’interregionale senza fare storie! Quei Sioux, stanchi, infreddoliti e nervosi, iniziarono a danzare la Ghost Dance, la “danza degli spiriti”, un rituale sacro non violento molto diffuso nel West che esprimeva la protesta e la speranza di un popolo ridotto alla fame, costretto a rinunciare al nomadismo e alla caccia. I bianchi che erano venuti dall’Est avevano sterminato i bisonti, per le pellicce o per semplice gusto di farlo in un’insensata carneficina “sportiva”. In pochi anni furono uccisi quattro milioni di bisonti. Le carcasse erano state lasciate a decomporsi nella prateria, migliaia di tonnellate di carne, uno spreco incomprensibile per gli indiani. Era la fine di un’antica economia di sussistenza. In più, recinzioni e concessioni minerarie avevano, letteralmente, tolto l’erba da sotto i piedi degli indiani e il governo segregava le tribù nelle riserve, terre molto scadenti, inutilizzabili a fini agricoli. Restava solo la Ghost Dance! I danzatori si muovevano in cerchio, saltavano, cantavano, urlavano. I soldati bianchi non capivano quelle movenze, credevano fosse una danza di guerra e ne erano terrorizzati. L’ordine di smettere di danzare rimase inascoltato e Forsyth fece puntare contro quella piccola folla quattro cannoni Hotchkiss. All’improvviso lo sciamano del gruppo, che guidava la danza, gettò in aria una manciata di polvere; era parte del rituale, ma ai soldati sembrò un ordine di attacco. I cannoni fecero fuoco, centocinquanta Sioux, tutti disarmati, in gran parte donne, vecchi e bambini, rimasero uccisi. I feriti che riuscirono ad allontanarsi morirono poi assiderati. Gli ufficiali responsabili di quella strage vennero ricompensati con venti medaglie al valor militare.
Qualche anno più tardi, nel 1898, al di là dell’oceano, a Milano, l’esercito italiano sparò con fucili e cannoni su una folla di quarantamila poveri, in gran parte donne, vecchi e bambini, che protestavano contro il raddoppio del prezzo del pane. Dopo il bombardamento ci fu l’attacco dei bersaglieri, fieri e belli, coi piumetti sui cappelli. Morirono centinaia di manifestanti. L’8 maggio il generale Fiorenzo Bava Beccaris, che aveva ordinato la strage, venne ricompensato da re Umberto I con la Croce di Grand’Ufficiale dell’Ordine Militare dei Savoia. Due anni più tardi il re fu ucciso da un’anarchico, Gaetano Bresci, proprio per vendicare i morti di Milano.
Tornando a Wounded Knee, sono molti a pensare che fin da subito ci fu l’intento di compiere una strage, per vendicare Little Big Horn, dove, tredici anni prima, gli indiani guidati da Cavallo Pazzo e Toro Seduto avevano sconfitto e umiliato proprio il 7° Cavalleggeri comandato da un altro Gorge A., il tenente colonnello Custer.
C’è un’analogia tra come gli Americani si comportarono allora e come si comportano oggi in Iraq, in Palestina, in Afghanistan, con le torture di Abu Grahib, con le detenzioni illegali di Guantanamo, con l’attacco dei Marines a Fallujah, cercando di imporre i propri valori culturali a persone che non solo non li condividono, ma nemmeno li desiderano. Lo sterminio dei bisonti poi richiama alla mente la distruzione della giungla vietnamita col famoso diserbante “Agente Orange”. In entrambi i casi si distrusse un intero ecosistema per piegare il nemico. Gli Americani usarono quaranta milioni di litri di Agente Orange sperando di snidare i guerriglieri Vietcong. Quasi quarant’anni dopo la gente di quelle zone continua a morire di tumore e i bambini nascono con delle malformazioni.
Dal febbraio al maggio del 1971, ottant’anni dopo quel massacro, Wounded Knee venne occupata da duecento militanti armati dell’American Indian Movement, la più importante organizzazione rivoluzionaria nativo-americana, i cui scopi erano di protestare contro l’amministrazione della riserva, ritenuta corrotta e autoritaria, e costringere il governo federale a rispettare il vecchio accordo con i Sioux, il trattato di Fort Laramie del 1868. Polizia e FBI assediarono il villaggio, posizionarono mitragliatrici, lanciagranate e veicoli corazzati. Si verificarono delle sparatorie, due occupanti rimasero uccisi e un’agente federale restò paralizzato. Alla fine l’AIM trattò la propria uscita dal villaggio.
La resistenza degli indiani di Wounded Knee è emblematica e rappresenta tutte le resistenze possibili e impossibili. Quegli indiani siamo tutti noi, superstiti di stragi di bisonti e di abbattimenti di foreste. Si, solo in questo modo possiamo capire come stabilire un nuovo rapporto con il mondo, dopo i guasti, le colpe, le aggressioni ad altri paesi, l’indifferenza nei confronti degli sconvolgimenti climatici, insomma contro tutte le cose che ci irritano quando vediamo George W. Bush e la sua insipida moglie Laura, candida fatina coi suoi tailleur dai colori improponibili.
BUSH: «Anch'io piango. Sulla spalla di Dio»
Il Messaggero – 3/9/2007
WASHINGTON (2 settembre) - George W.Bush ha deciso di confessarsi a cuore aperto, e lo fa in un libro-intervista dal titolo Certamente morto (Free Press, 480 pagine, 28 dollari), firmato da Robert Draper, ex editorialista del Texas Monthly, nelle librerie da martedì. Il New York Times oggi ha pubblicato un'anticipazione del libro, dalla quale si scopre che anche il presidente americano piange, e che nei sette anni del suo mandato l'ha fatto spesso.
“Bush dunque piange non sui suoi errori, ma sulla nostra ingratitudine, sul fatto che non abbiamo compreso la sua grandezza, che non ci rendiamo conto del bene che ci ha fatto. Effettivamente c’è di che disperarsi ... Ma non preoccupiamoci, ha promesso che, una volta in pensione, fonderà un istituto di ricerca sulla democrazia e la libertà: forse così impareremo che la democrazia non si impone a suon di bombe, che la menzogna come prassi politica non piace neppure a quel Dio con il quale pure ha ancora qualche buon rapporto tanto che quest’ultimo gli permette persino di appoggiarsi a piangere sulla Sua spalla. Ma non saran lacrime di coccodrillo?”
Luigi Bonanate su l’Unità del 4/9/2007
Quante ipotesi su quella tragedia dell'11 settembre 2001 al WTC di New York! Ce n’è una molto inquietante pubblicata sul sito: http://xoomer.alice.it/911_subito/immagini_eloquenti.htm Vi invito a leggerlo, tragga poi ognuno le proprie conclusioni.
September 08 RASSEGNA STAMPA - Le notizie che non dovrebbero mai sfuggirciOggi è il V-day, ovvero il giorno della protesta contro la corruzione dei politici che siedono nel Parlamento della Repubblica.
E che dire dei Ministri che giurano fedeltà alla Repubblica ma sono asserviti, per motivi elettorali, allo Stato della Città del Vaticano?
FIORONI A RIMINI, E’ POLEMICA SUI FINANZIAMENTI ALLE PRIVATE
di Giuliano Adaglio - La Stampa del 29/8/2007
L'intervento del Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni al Meeting di Rimini ha riacceso la polemica riguardante i finanziamenti alle scuole cosiddette "paritarie".
Queste ultime, come precisato da un decreto reso pubblico dal ministero l'8 agosto scorso, godranno di una diversa considerazione rispetto a quanto avvenuto sinora: se infatti, fino all'anno scorso, i finanziamenti alle paritarie riguardavano solamente le scuole per l'infanzia e le primarie, d'ora in avanti anche le scuole secondarie (i licei, gli istituti tecnici) potranno beneficiare di bonus statali, sempre dopo aver dimostrato di essere enti "senza fini di lucro". Fioroni ha sottolineato come il decreto rappresenti il primo passo di «un percorso con la Costituzione, che prevede la libertà nella scuola e della scuola, un percorso che è stato rafforzato dalla legge sulla parità scolastica e dal nuovo metodo di ripartizione delle risorse approvato dal Parlamento».
La legge cui il Ministro fa riferimento, la cosiddetta "Legge per la parità scolastica" (n. 62/2000), sanciva la parificazione delle scuole pubbliche e private da un punto di vista giuridico, mentre restava aperto il contenzioso riguardante l'aspetto economico; la decisione di Fioroni di assegnare un cospicuo finanziamento alle scuole paritarie di secondo grado rappresenta un ulteriore (e per certi versi inatteso) passo verso l'equiparazione di scuola pubblica e privata.
Com'era prevedibile le reazioni del mondo politico e sindacale sono state contrastanti. Cattolici e moderati esprimono grande soddisfazione: secondo Giorgio Vittadini, presidente della fondazione per la sussidiarietà, si tratta di un «passaggio storico, una linea Maginot per l'Italia». Gli fa eco il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che reputa la decisione di Fioroni «un atto di vero riformismo, che contrasta la deriva massimalista del Governo Prodi».
Durissimi, per contro, i commenti del segretario della Flc-Cgil Enrico Panini: «La sintesi delle dichiarazioni che il ministro Fioroni ha rilasciato al meeting di Comunione e Liberazione lascia esterrefatti. Non solo vengono messe loro a disposizione consistenti risorse economiche, recuperando i tagli preannunciati dal precedente governo, ma si estende per la prima volta il finanziamento anche alla scuola superiore». Il tutto, continua Panini, «mentre le scuole statali continuano a vivere in mezzo a mille difficoltà».
Sulla stessa lunghezza d'onda Alba Sasso, responsabile scuola di Sinistra democratica e vicepresidente della Commissione cultura della Camera: «Il decreto Fioroni ignora totalmente oltre che la Costituzione anche la legge 27 del febbraio 2006 con la quale la Moratti aveva dato attuazione all'abrogazione delle scuole parificate, pareggiate e legalmente riconosciute prevista dalla legge di parità. Così, mentre nella scuola statale continuano i tagli e la riduzione del personale, persino degli insegnanti di sostegno, per la scuola cattolica non valgono nemmeno i parametri del rapporto alunni insegnanti previsti dalla legge finanziaria, visto che ricevono finanziamenti, anche in presenza di classi con otto alunni».
SCUOLE PRIVATE, VE LE PAGATE !
Comitato bolognese Scuola e Costituzione - www.scuolaecostituzione.it
Il Ministro Fioroni ha pubblicato l’8 agosto un decreto che stabilisce “i criteri per i finanziamenti alle scuole private paritarie”. Il decreto riconosce pertanto alle scuole private paritarie il diritto a finanziamenti pubblici per il solo fatto di esistere.
L’art. 33 della Costituzione afferma che “La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto ad istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”
La Costituzione ha assegnato alla scuola pubblica statale, la scuola di tutti e per tutti il compito di garantire a tutti i giovani un livello qualificato di istruzione “per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini. Tale compito non può certo essere svolto dalla scuola privata, che ha finalità confessionali o commerciali. Per questo ha assicurato ai privati il diritto di istituire loro scuole in piena libertà, ma senza finanziamenti pubblici.
In 60 anni di storia repubblicana nessun Governo ha mai infranto tali regole.
La legge 62/2000 si era fermata al riconoscere la parità giuridica alle scuole private che adempiono a certi requisiti (strutture idonee, programmi nazionali, bilanci pubblici…) e si era spinta a riconoscere solo i finanziamenti alle scuole materne private che svolgono una funzione assistenziale. Il Comune di Bologna, come molti altri, la Regione Emilia Romagna, come molte altre, hanno finanziato le spese di funzionamento delle scuole materne private, ma tali provvedimenti non sono stati estesi agli altri gradi di scuola, anche per l’opposizione popolare alla cosiddetta Legge Rivola e alla richiesta di referendum abrogativo di 60.000 nostri concittadini.
E’ inaccettabile che mentre continua la politica dei tagli dei fondi per la scuola statale (l’ultima finanziaria prevede tagli per 1400 milioni di euro), mentre si nega il tempo pieno a chi lo chiede, mentre si tagliano i posti di sostegno all’handicap, mentre si porta il numero di studenti per classe a più di 30, mentre nelle nostre scuole manca persino la carta igienica, il ministro Fioroni aumenti di 100 milioni i finanziamenti alle scuole private e riconosca loro finanziamenti diretti vietati dalla nostra Costituzione, aprendo la strada per la parità economica.
Per fermare questo decreto siamo pronti non solo a ricorrere alla Corte Costituzionale, ma anche a mobilitare studenti, insegnanti e genitori contro una politica che attacca un nostro diritto fondamentale, quello a una scuola pubblica gratuita e di qualità.
Resta particolarmente triste osservare che sono stati i due governi di centro sinistra, quello D’Alema nel 2000 e quello Prodi nel 2007 a introdurre i finanziamenti pubblici alle scuole private, che assommano a più di un miliardo di euro all’anno, tenendo conto dei contributi statali, regionali e comunali.
LETTERE A “LA REPUBBLICA”
Su Repubblica del 1 settembre si parla di una fuga dalla scuola privata che, in base ai dati forniti dal MPI (La scuola in cifre 2006), è inesistente.
In realtà gli iscritti alle scuole non statali crescono negli ultimi 5 anni in tutti i gradi, a partire dall’infanzia (+54.000 studenti, +0,9%), per passare alla primaria (+7.000), alla media inferiore (+7.000) settori nei quali crescono pur in presenza di un calo demografico complessivo.
L’unico grado in cui calano come iscritti totali è quello superiore, ma in realtà gli iscritti alle classi prime crescono, sempre in 5 anni di 2.000 unità ovvero del 5%.
Le lamentele interessate sul calo degli iscritti sono però già state raccolte dal Ministro Fioroni che ha esteso recentemente per decreto il finanziamento, già in corso per materne e primarie, anche a medie e superiori.
In ogni caso la mancanza di appeal delle scuole superiori private paritarie non deriva tanto dall’entità delle rette, che in tutto il mondo occidentale sono molto alte, ma da un offerta educativa che in Italia è mediamente meno qualificata di quella pubblica.
Intanto è evidente lo squilibrio fra gli iscritti di prima e di quinta che nelle scuole statali è del 24,8% contro il 15,8, mentre le proporzioni si invertono nelle private: a fronte di una percentuale di iscritti in prima del 17,3% si raggiunge in quinta il 29,8 %. E’ il famoso fenomeno dei “diplomifici”: molte scuole paritarie incamerano studenti nell’ultimo anno per fornire loro un diploma “di favore”.
Inoltre i dati della rilevazione OCSE/PISA sui livelli di competenza dei 15enni in lettura, matematica e scienze mostrano che i risultati degli studenti delle scuole private in Italia sono mediamente di 26 punti inferiori a quelli delle scuole statali. Non solo, sono clamorosamente sotto di 80 punti rispetto a quelli delle scuole private degli altri paesi in matematica, di 44 in lettura, di 52 in scienze..
In pratica mentre i risultati dei nostri studenti delle scuole statali sono in linea con la media delle scuole pubbliche degli altri paesi, il dato veramente significativo è la differenza in negativo nel settore privato.
Nei paesi anglosassoni, come Gran Bretagna o U.S.A., nei quali invece i risultati degli studenti privati sono nettamente migliori di quelli della scuola statale, nessuno si sogna di chiedere contributi pubblici per le scuole private e queste svolgono la loro attività esclusivamente grazie alle rette degli utenti.
In ogni caso se le scuole superiori di “eccellenza” sono in Italia le scuole statali non si capisce perché lo Stato dovrebbe dirottare fondi pubblici per favorire scuole di qualità nettamente inferiore.
Bruno Moretto, docente di matematica e fisica Liceo scientifico, Bologna
Giorgio Tassinari, docente di Analisi di mercato Unibo
LAUREE FACILI, ORA SCATTA L’INCHIESTA
L'indagine avviata dopo l´esposto del ministro Mussi
di Anna Maria Liguori – La Repubblica del 6/9/2007
Via all´inchiesta sulle "lauree facili" nelle università private. Un´inchiesta è stata aperta dalla procura in merito a presunte lauree facili e superveloci, matricole diventate dottori in breve tempo, esami anche molto complessi superati senza problemi grazie al sistema dei crediti, che permette di commutare in voti attività extrauniversitarie di vario genere. L´indagine è stata aperta dagli uffici di piazzale Clodio dopo aver ricevuto una lettera inviata nei giorni scorsi dal ministro dell´Università e della Ricerca, Fabio Mussi al Procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara. Nella lettera si chiedeva di verificare se nei fatti esposti nel servizio trasmesso dal Tg1 delle 20 di giovedì scorso possano configurarsi ipotesi di reato.
Il servizio della prima rete dalla Rai era appunto dedicato ai "dottori a tempo di record" con immagini girate dall´inviata del telegiornale in due università non statali della capitale dove si era recata fingendosi una studentessa a caccia di laurea superveloce. Per il momento in procura non è formulata alcuna ipotesi di reato, anche se al vaglio di chi indaga vi è una possibile ipotesi di abuso d´ufficio anche se non si esclude che possa solo trattarsi di illeciti amministrativi. L´indagine è seguita direttamente dal Procuratore Ferrara nonché da un pm del pool dei reati contro la pubblica amministrazione. Nel servizio del tg si evidenziava come nonostante recenti disposizioni di legge che hanno limitato a 60 il numero dei crediti riconoscibili ai fini della laurea a fronte di esperienze professionali, alcuni atenei sembrano continuare a concedere un numero di crediti più alto.
Ma delle lauree facili e delle università private se n´era occupata già Repubblica con una serie d´inchieste. Tra le università che hanno il record di lauree facili c´è la San Pio V è una delle università confessionali, ritenuta molto vicina a papa Raztinger, che raccoglie tanti proseliti: non soltanto perché è salita alla ribalta delle cronache per le sue lauree in "offerta speciale" ai dipendenti del Ministero degli Interni (ma anche Inps, Regione Lazio e Collegio dei ragionieri) che, con i loro "crediti formativi", arrivavano a evitare da 12 a 18 esami complessivi, ma anche perché, per le recenti disposizioni del Campidoglio sull´obbligo di laurea per i dipendenti che puntino a ruoli dirigenziali, ha avuto un´impennata di iscritti proprio dagli aspirati alti dirigenti comunali.
E, così come l´università LUMSA a Borgo Pio e in via Marc´Antonio Colonna, «formare leader cristiani» è anche la mission dell´Università Europea, voluta e controllata dai Legionari di Cristo, organizzazione cattolica internazionale. Ateneo immerso in un magnifico parco all´Aurelio riconosciuto dall´ex ministro Moratti, nonostante il «no» del Comitato Regionale di Coordinamento delle Università del Lazio. Ed è di pochi anni, al posto del San Leone Magno, lo sbarco romano di un´altra esotica università privata, la LINK University, che nel ‘500 fu fondata a Malta dai gesuiti.
Learco Saporito, settantenne senatore di An, è invece presidente dell´ANFE, l´associazione delle famiglie degli emigrati. E nel 2004, anche l´ANFE ha deciso di fondare una sua università, la Guglielmo Marconi, con Saporito elevato a professore ordinario di Diritto pubblico proprio nei giorni in cui Ciampi esortava a far largo ai giovani nelle università. La Marconi è una delle 14 università telematiche in Italia: ha un centro di teledidattica, con sede in Prati, e uffici decentrati. Tecnologie avanzate, qualche tutor in loco e molta indulgenza nei giorni d´esame, fanno il resto. Già nel marzo scorso ci fu l´intervento del ministro Mussi per porre un freno alla kermesse delle lauree facili, ma quei "pezzi di carta" hanno medesimo valore legale di quello assai più sudato altrove.
Obolo di S. Pietro … 8x1000 … 5x1000 … finanziamenti all’attività di “volontariato” … esonero dalle tasse per le attività commerciali … finanziamenti alle scuole private … un pozzo senza fondo!
Come ha detto uno spagnolo al tempo della vendita delle indulgenze: "Mi accorgo che se non fosse per il denaro, difficilmente possiamo ottenere qualcosa dai ministri di Cristo; al battesimo denaro ... al matrimonio denaro ... per la confessione denaro ... niente estrema unzione senza denaro! Senza denaro non suonano le campane ... sembra proprio che il Paradiso sia precluso a coloro che non hanno denaro".
Quel Paradiso è riservato ai Ministri della nostra Repubblica, grazie ai quali ora Santa Romana Chiesa, oltre a sfornare cattivi cristiani, sforna pure pessimi laureati!
Tanto paga sempre Pantalone, cioè noi!
"L'attaccamento al denaro infatti è la radice di tutti i mali; per il suo sfrenato desiderio alcuni hanno deviato dalla fede e si sono da se stessi tormentati con molti dolori" - 1Timoteo 6:10 September 05 VERO AMORE O TACITAZIONE DELLE COSCIENZE?Quanto “amore” scorre nei blog! Ce ne riempiamo golosamente la bocca, proprio come si fa con dei gustosi pasticcini!
Ci preoccupiamo tutti degli anziani sofferenti e abbandonati nelle case di cura o alla loro solitudine, ma le case di cura continuano ad esserne piene e le loro case vuote! Ci si intenerisce il cuore per i bambini che soffrono la fame e per quelli allontanati dalle proprie famiglie, ma il loro numero continua a crescere. Abbiamo pietà per i drogati e per i derelitti in genere, eppure le loro fila si ingrandiscono!
Ci commuoviamo pensando alla sfortuna di chi nasce con un handicap, e riempiamo i nostri blog delle loro foto e delle loro storie, … ma (a proposito di rispetto) glie lo chiediamo mai cosa ne pensano? … o ci arroghiamo il diritto di parlare della loro vita e dei loro problemi solo per soddisfare il nostro egotismo e la nostra vanità?
Quante volte scriviamo la parola IO ….
IO visito gli anziani … IO mi prendo cura dei bambini … IO cerco i derelitti … IO do il mio obolo … IO faccio qua e faccio là, …. IO …IO … IO ... IO.
La parola magica che tacita le coscienze!
Son certo che se prendiamo uno per uno tutti gli abitanti della terra e li interroghiamo, ciascuno di loro proferirebbe parole di “amore” a non finire! Ognuno pronto a giurare e spergiurare di desiderare e di agire solo per il bene.
Ma la terra continua ad esser piena di illegalità, di rapine, di violenza, di assassinii, … ecc. ecc., chi più ne ha più ne metta!
Allora, da dove viene tutta questa cattiveria? Qui c’è qualcosa che non quadra!
C’è un problema di fondo che nessuno vuol toccare …. o, più verosimilmente, che a nessuno fa comodo toccare!
Bello parlare e mostrare amore nei tempi, nelle forme e nei modi in cui ci fa comodo farlo! Ma c’è un tipo di amore di cui nessuno parla mai, anzi, se ne sentiamo parlare ne siamo pure infastiditi!
Vedo spesso pubblicate foto delle meraviglie della natura: fiori dai mille colori, animali fieri, eleganti, strani, spassosi, nei quali qualche volta noi stessi ci identifichiamo (quante volte è capitato di dire: sei tenera come una micetta o dolce come un cagnolino, o goffo come un orso?), paesaggi incontaminati, albe e tramonti da mozzare il fiato.
E che dire dell’arcobaleno? … tu, che dopo un temporale, mentre appare splendente nel cielo a disegnare la forma terrestre, ti incanti a seguirlo con la tua fantasia … conosci la sua origine? … quanti sanno che è simbolo di un patto tra il Creatore e la sua creazione?
(Genesi 9:8-16).
Già, come ha ben scritto uno di noi, che mostra di apprezzare la Parola di Dio e di non averne timore, le meraviglie della creazione riflettono l’amore di Dio! Egli è l’essenza dell’amore stesso, perciò S. Giovanni ha scritto: “Dio è amore” (1 Giovanni 4:8); e quando noi mostriamo amore ci sforziamo solo di imitarlo.
L’amore di Dio è reso manifesto in vari modi, ma ce ne uno in particolare, che è quello che non riesce ad entrare nelle nostre zucche, e che è invece fondamentale per la nostra felicità e potrebbe risolvere definitivamente tutti i nostri problemi: l’aver stabilito dei principi, dei modelli e delle regole di vita buoni e sapienti, comuni a tutti, che non privilegiano alcun interesse di parte, perché, come è anche scritto: “… nel Signore nostro Dio non c'è nessuna iniquità; egli non ha preferenze personali né accetta doni” (2Cronache 19:7).
Perché non le dimenticassimo, queste norme le ha fatte mettere per iscritto! Sono a disposizione di tutti.
C’è una diretta relazione tra le regole stabilite da Dio e l’amore. Ha detto ancora S. Giovanni: “Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti, perché in questo consiste l'amore di Dio, nell'osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi” (1Giovanni 5:2,3).
Ma io leggo in molti blog frasi del genere:
“… il mio modo di sentire Dio e la mia spiritualità e diversa dalla tua , non è detto che io non possa essere vicino a Dio come dice anche la Bibbia ( tutte le vie portano a Dio ) le vie del signore sono infinite!”
Ma dove è scritto? L’hai letta bene? (cfr. Giovanni 14:6).
“… la fede e' soggettiva in ognuno di noi … sono cattolica osservante, ma con una grande apertura mentale rispetto tutte le religioni ... in ognuno di esse c'e un granello di fede...che sia Dio Maometto ALLAH...BASTA CHE GLI ALTRI RISPETTANO LA MIA FEDE”.
Complimenti, bella apertura!
“Sono perfettamente d'accordo con te, seguire gli insegnamenti della Bibbia e del Vangelo è abbeverarsi all'unica fonte che soddisfi la nostra fede. Ma il mio amore fraterno, il mio amore per la libertà, mi impongono (scusa il paradosso) di rispettare il Credo religioso di tutti”.
Già, bel paradosso!
BALLE!
La verità è che ognuno di noi vuole continuare a fare come gli pare, fregandosene della verità e della giustizia stabilita da Dio.
Quello che conta è la propria verità e la propria giustizia: il proprio IO.
Ecco perché piacciono ed hanno successo certe religioni, perché concedono tale libertà!
E quando tutto questo vien fatto notare si offendono e gridano: “Mi togli la mia libertà! Voglio rispetto!”
Quale libertà? Quella di fare come ti pare? Sei tu Dio?
E quale rispetto? Quello dei missionari al seguito dei conquistadores o dei pionieri che obbligarono con le armi gli indios ad abbracciare la fede cattolica o protestante? O quello della Santa Inquisizione che mandava al rogo chiunque venisse trovato con una copia della Bibbia? O quella dei cattolici e protestanti che nell’Ulster si scannano a vicenda per imporre i rispettivi punti di vista?
E il rispetto per la volontà di Dio dove lo mettiamo?
Quando Cristo Gesù si rivolse ai sacerdoti del suo tempo, che pure sostenevano di insegnare nel nome di Dio, non fu certo tenero!
Di sicuro non pensò: “poverini, in fondo sono uomini, sbagliano anch’essi”. Dopo aver detto loro: “…avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione. Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: «Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini»" disse che erano: “ipocriti, … sepolcri imbiancati … giusti all’esterno, ma dentro pieni d’ipocrisia e d’iniquità, … serpenti … razza di vipere”, infine spiegò il perché: “chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci” (Matteo 15:6-9; 23:13-34).
Le falsità che insegnavano e gli ipocriti modelli di vita che proponevano allontanavano le persone dall’amore di Dio, cioè dall’osservare i suoi comandamenti che essi facevano apparire troppo restrittivi, persino opprimenti.
Ognuno quindi era portato a fare ciò che personalmente riteneva giusto, ma Cristo non approvò questo modo di fare! Esprimendo il suo giudizio disse: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità” (Matteo 7:21-23).
Si parla tanto della Parola di Dio, come dimostrano certi commenti, ma chi l’ha effettivamente letta?
La citi e si scatenano fulmini e saette!
"AHHHHH!...... attenti!.... viene manipolata" ... ma se fosse così facile manipolarla che l’avrebbe fatta scrivere a fare Dio?
Sono 3.500 anni che uomini avidi e ipocriti tentano di annullarla … ma eccola sempre lì, con il suo bel testo integro, che nessuno è riuscito mai a modificare! Sapete perché? .... ce lo spiegano gli apostoli di Cristo: S. Paolo “Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” (2Timoteo 3:16,17) e S. Pietro: “Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, poiché non da volontà umana fu recata mai una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio” (“Pietro 1:22,21).
Per questo ogni resistenza alla verità biblica è una battaglia persa!
Ma da dove deriva tutta questa paura di confrontarsi con la Parola di Dio?
Scrive ancora S. Paolo: “Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v'è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto” (Ebrei 4:12,13).
[Mi servo nelle mie citazioni della versione della Bibbia della CEI (tanto per soddisfare la curiosità di qualcuno), che purtroppo usa, volutamente, un linguaggio in italiano poco fluente, ma il senso è sempre quello!]
Abbiamo capito quale forza ha la Parola di Dio? Quella di smuovere le coscienze!
Ecco perché, quando queste sono turbate dalla verità della Parola di Dio, si grida e si starnazza senza cognizione di causa!
Ma non ci sfugga l’avvertimento: “a Lui dobbiamo rendere conto”!
“Felici quelli che si rendono conto del loro bisogno spirituale … Felici quelli che hanno fame e sete di giustizia, poiché saranno saziati” - Matteo 5:3,6
September 01 LORETO, I GIOVANI E LA VERITA'Questo pomeriggio ho visto in TV la cronaca dell’incontro di Papa Benedetto XVI con i giovani cattolici a Loreto e ho ascoltato attentamente ciò che è stato detto.
Loreto, come si sa, è sede di un famoso santuario mariano in cui è conservata quella che è chiamata “la Santa Casa di Nazaret”, cioè la presunta casa dove Maria ricevette dall’angelo Gabriele l’Annunciazione della nascita di Gesù, lì trasportata, secondo la tradizione, nel medioevo (nel 1294).
Molto risalto è stato dato, durante la cerimonia, a questo evento dell’Annunciazione, citando il vangelo di Luca, capitolo primo, dove esso è riportato. Il Papa, con il suo commento, ha magnificato la figura di Maria e in particolare la sua risposta all’annuncio dell’angelo: “Mi avvenga secondo la tua dichiarazione” (v. 38).
Ricorrente è dunque l’esaltazione delle creature anziché del Creatore, prontamente recepita da quei ragazzi che invece di benedire il nome di Dio, acclamavano quello di Benedetto XVI.
Ma c’è un particolare della lettura del racconto evangelico fatta da uno dei ragazzi presenti che mi ha colpito, quello riportato nel versetto 32: “… sarà grande e sarà chiamato figlio dell’Altissimo; e Dio gli darà il trono di Davide, suo padre”. Questo riferimento al re Davide è riportato ben due volte nel racconto, al versetto 27 è infatti scritto che: “… l’angelo Gabriele fu mandato da Dio … ad una vergine promessa in matrimonio a un uomo di nome Giuseppe della casa di Davide”. Un poco più avanti nello stesso vangelo, al capitolo 3, viene riportata una genealogia di Gesù, attraverso la madre Maria, che risale appunto al re Davide, attraverso il figlio Natan. E nel vangelo di Matteo, capitolo primo, è riportata un’altra genealogia di Gesù, questa volta attraverso il padre adottivo Giuseppe, che risale ancora al re Davide, attraverso il figlio Salomone. Tutto questo a dimostrazione che Gesù aveva legalmente il diritto a ricevere il trono di Davide. Ma dimostra, nella fattispecie, perché vennero scelti Giuseppe e Maria quali genitori per la nascita terrena di Gesù. Indubbiamente entrambi erano persone devote e sottomesse a Dio, come dimostrano i fatti narrati, ma il motivo principale della loro scelta fu che entrambi erano discendenti della casa reale di Davide, con il quale Dio aveva fatto un patto per un Regno eterno, come è scritto in 2Samuele 7:12-16 “… allora certamente susciterò dopo di te il tuo seme, che uscirà dalle tue parti interiori; e in realtà stabilirò fermamente il suo regno. Egli è colui che edificherà una casa al mio nome, e io di sicuro stabilirò fermamente il trono del suo regno a tempo indefinito. Io stesso diverrò suo padre, ed egli stesso diverrà mio figlio. … E la tua casa e il tuo regno saranno certamente saldi a tempo indefinito davanti a te; il tuo medesimo trono diverrà fermamente stabilito a tempo indefinito”.
Si, Gesù doveva svolgere un ruolo governativo nel proposito di Dio! Ecco perché insegnò a pregare: “…. Venga il tuo regno. Si compia la tua volontà, come in cielo, anche sulla terra” (Matteo 6:10).
Maria ebbe un gran privilegio, perciò di lei fu detto che “era benedetta tra tutte le donne” (Luca 1:42). Ma il suo ruolo finì lì!
Nel resto dei racconti evangelici e in tutto il Nuovo Testamento non c’è alcunché faccia pensare che Maria potesse avere altri compiti, quale, ad esempio, quello di mediatrice con Dio, o qualche altro ruolo nell’adempimento del Suo proposito!
Sono Gesù e il Regno gli strumenti che Dio usa per la benedizione dei popoli della terra! Questo è il vero senso della preghiera modello comunemente conosciuta come il Padre Nostro.
Tutto questo non è stato spiegato alle migliaia di ragazzi riuniti a Loreto, ai quali si accecano gli occhi con fastose cerimonie e si solleticano le orecchie con parole d’amore che trovano poi il tempo che trovano, come disse Gesù stesso: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è molto lontano da me” (Matteo 15:8 - cfr. anche 1Timoteo 4:3,4). Quanti di loro in effetti, dopo Loreto, vivranno secondo la verità e le norme morali insegnate da Cristo? Ma di chi è la colpa? Disse ancora Gesù: “Sono guide cieche. Se dunque un cieco guida un altro cieco, entrambi cadranno nella fossa” (Matteo 15:14).
Ma, tornando a Gesù e al Regno: dovette sembrare molto strano il riferimento alla casa reale di Davide in quell’annuncio, poiché quel regno era stato definitivamente rovesciato nel lontano 607 a.C. dagli eserciti babilonesi di Nabucodonosor e mai più ristabilito!
Ma ricordate il mio intervento prima delle vacanze sul sogno della statua dai vari metalli? Ebbene, c’è un nesso tra le due cose, veramente interessante da conoscere. Ne parliamo con un prossimo intervento.
"Voi adorate ciò che non conoscete; noi adoriamo ciò che conosciamo" - Giovanni 4:22 |
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