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11 settembre IL PUNTO DI VISTA BIBLICOOMOSESSUALITÀ: PERCHÉ NO?
Confesso che ho pensato molto prima di scrivere questo post temendo di essere confuso con coloro che affrontano questo argomento mossi dal mero pregiudizio nei confronti delle persone che si dichiarano omosessuali e per non rischiare di esser tacciato di omofobia, visto il clima che sta crescendo sulla questione.
Non condivido gli estremismi di coloro che manifestano il loro dissenso in modo violento, come fanno certi imbecilli assurti alle cronache correnti, né di coloro che esternano pubblicamente, con provocante chiassosità, il loro “orgoglio” omosessuale o, per usare un termine più recente, il gay-pride.
È indubbio che la questione rappresenta oggi motivo di dibattito non solo morale, ma anche politico, giuridico e sociale poiché gli omosessuali rivendicano “diritti” che fin’ora sono sempre stati negati loro quali, ad esempio, quello di contrarre matrimoni o essere riconosciuti come “coppie di fatto” o di adottare i bambini.
Non voglio impegnarmi in una dissertazione “politica” della faccenda, non avendone né la competenza né l’interesse. Ma poiché tra le rivendicazioni omosessuali c’è anche quella di "partecipare a tutti i livelli della vita ecclesiale (eucarestia, formazione, catechesi, ministeri, sacerdozio …), il diritto ad avere una famiglia riconosciuta non solo dallo Stato ma anche dalla Chiesa” [dal Convegno "Cristianesimo, nuove famiglie e omosessualità", Valencia (E), ottobre 2001], richiesta sostenuta da diverse Associazioni di gay e lesbiche che si dichiarano “cristiane” nonché da un crescente numero di teologi cattolici in contrasto con la posizione ufficiale della propria Chiesa, come Benjamín Forcano, teologo moralista e sacerdote spagnolo, il quale, proprio nel convegno in questione, ha dichiarato che “non esiste una base biblica per considerare l'omosessualità un'attitudine ‘disordinata’", da quell’estimatore che sono della Parola di Dio e del cristianesimo apostolico non posso esimermi dall’indagare negli scritti sacri per conoscere il pensiero di Dio e la posizione ufficiale dei primi cristiani al riguardo.
Perciò la mia unica volontà è riconsiderare il punto di vista biblico su questo tema.
Prima, però, mi preme fare una sorta di preambolo sugli sviluppi del dibattito sulle cause del comportamento omosessuale e sull’evoluzione del pensiero e della morale su tale condotta.
Tra le varie cause gli analisti elencano i disturbi psicoanalitici sostenendo che l’omosessualità dipenderebbe da un imperfetto superamento del complesso di Edipo e, quindi, dal rifiuto del proprio ruolo sessuale maschile o femminile. Oppure parlano di disturbi psicosociali derivanti dalle esperienze di un individuo e dal modo, positivo o negativo, in cui esse vengono vissute quali, ad esempio, l’ostilità o un forte legame affettivo nei confronti della madre nonché l’ostilità o le carenze della figura paterna. Più recentemente si è tentato di dare una giustificazione biologica con la ricerca di determinanti genetici ma i risultati sono stati talmente scarni che le stesse associazioni di attivisti omosessuali, che qualche decina di anni fa parlavano di “gene-gay” o di “cervello-gay”, e che tanto all’inizio le hanno supportate ora non parlano più così tanto di basi biologiche o genetiche, perché nessuno studio le ha dimostrate o ha offerto un simile riscontro.
Comunque l’omosessualità, che fino agli anni ’70 era considerata una malattia dall’APA (l’Associazione dei Medici Psichiatrici Americani) e come tale inclusa nel DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) alla voce “Deviazione sessuale” al pari della pedofilia, della necrofilia o del feticismo, oggi è stata derubricata come tale e mantenuta nel manuale solo nella voce “Disturbi sessuali”, al pari di quelli che possono colpire qualsiasi persona eterosessuale.
Parallelamente, dal punto di vista morale si è sviluppato un atteggiamento di maggiore tolleranza, e a volte anche di compiacenza, così che lo stile di vita omosessuale, un tempo ritenuto disonorevole e secretato, oggi è approvato pubblicamente. Cinema, televisione, libri e riviste hanno accresciuto molto l’impatto della cultura gay sulla vita eterosessuale e l’alta concentrazione di omosessuali nel campo dello spettacolo e dell’informazione dà loro una più ampia possibilità di plasmare valori e opinioni.
Perfino nelle Chiese cosiddette “cristiane”, ad onta delle loro posizioni ufficiali, si levano sempre più alte le voci di rappresentanti del clero a sostegno dell’omosessualità.
Ad esempio, oltre a quello sopra citato, un altro teologo cattolico, il gesuita John J. McNeill, docente di Etica Cristiana presso la Union Theological Seminary di New York, gay dichiarato, ha difeso apertamente l’omosessualità dicendo: “L’amore fra due lesbiche o due omosessuali, in quanto amore costruttivo fra due esseri umani, non è peccaminoso né allontana la coppia dal piano di Dio, ma può essere un amore santo” (Homosexuality: Challenging the Church to Grow in The Christian Century, 11/3/1987).
Alla stessa maniera sul fronte evangelico si è aperto un dibattito, dai termini invero molto ambigui, tra il protestantesimo storico e quello definito neo-liberale “impegnato in un tentativo volto a relativizzare il significato dei testi biblici che parlano dell’omosessualità e a svuotarne il contenuto apparentemente negativo” (http://www.alleanzaevangelica.org).
Cosa dicono le Sacre Scritture?
Gli organi sessuali fanno parte del meraviglioso progetto di Dio per estendere la vita sulla terra. Egli, infatti, mise nella prima coppia che creò un desiderio così forte per la relazione coniugale da garantire il perpetuarsi della famiglia umana. Non stabilì però la relazione sessuale tra l’uomo e la donna solo ai fini procreativi ma anche per il loro reciproco piacere (cfr. Genesi1:27,28; Salmo 139:14,VR e Di - 138:14,CEI; Proverbi 5:18,19). Pensando a questa disposizione e al suo grande potenziale di recare piacere e felicità agli esseri umani, dovremmo davvero sentirci spinti a lodare il nostro grande Creatore per aver ideato un modo così meraviglioso di popolare la terra.
Quando Satana il Diavolo si ribellò a Dio, si mise all’opera per corrompere questa eccellente disposizione presa per portare all’esistenza un’intera razza umana. Agendo sulla mente dei discendenti di quella prima coppia generati nell’imperfezione riuscì a pervertirne il modo di pensare, anche per quanto riguarda il giusto uso delle facoltà sessuali date loro da Dio. Il racconto biblico dice che, già circa 1.600 anni dopo la creazione dell’uomo, “la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo” (Genesi 6:5).
E mentre l’umanità sprofondava in una condotta moralmente errata, gli angeli in cielo osservavano.
Dio non aveva creato gli angeli con il desiderio di avere rapporti sessuali con esseri umani. Ma a quanto pare Satana riuscì a indurre alcuni di essi a considerare in modo errato queste cose ed essi iniziarono a desiderare qualcosa che Dio aveva riservato solo agli esseri umani nel giusto ambito della relazione coniugale. Inseguendo tale desiderio quegli angeli, infine, compirono un’azione malvagia, abbandonando le rispettive posizioni in cielo per venire sulla terra a sposare delle donne. (cfr. Genesi 6:2). Quell’azione fu motivata da un desiderio indebitamente coltivato, non da un desiderio naturale posto in loro da Dio (cfr. Giacomo 1:14,15 - questo è il meccanismo che conduce al peccato, non dovremmo mai dimenticarlo!).
Quell’azione colmò la pazienza di Dio nei confronti del male commesso dagli uomini e lo costrinse ad intervenire, anche per salvaguardare il suo proposito perché attraverso essa la razza umana rischiava l’estinzione [la Parola di Dio rivela che da quelle unioni innaturali nacquero dei figli dotati di una potenza e di una cattiveria eccezionali; essi vengono chiamati nefilim, cioè “abbattitori” poiché si imponevano con la forza e la violenza sugli uomini normali abbattendoli (cfr. Genesi 6:4). Erano degli ibridi, una forma di vita non approvata da Dio che, a quanto pare, non si riproducevano]. Dio portò un diluvio di acque che distrusse completamente quel sistema malvagio.
Il discepolo e fratello di Gesù, Giuda, nella lettera che scrisse ai cristiani del I secolo tracciò un parallelo fra quegli angeli che, seguendo un desiderio innaturale, presero le figlie degli uomini per avere relazioni sessuali con esse e certi uomini che provavano desideri passionali per altri del loro stesso sesso. Egli scrisse:
“Egli ha pure rinchiuso nelle tenebre dell'inferno con catene eterne, per il giudizio del gran giorno, gli angeli che non conservarono il loro primiero stato ma che lasciarono la loro propria dimora. Proprio come Sodoma e Gomorra e le città vicine, che come loro si erano abbandonate alla fornicazione e si erano date a perversioni sessuali contro natura, sono state poste davanti come esempio, subendo la pena di un fuoco eterno” - Giuda 6,7
La storia biblica ci insegna ciò che accadde nell’antica città di Sodoma. Lì appena 450 anni dopo il Diluvio uomini e ragazzi, assetati di sesso, volevano avere a tutti i costi rapporti con quelli che pensavano fossero semplici ospiti maschi di Lot, il nipote di Abramo (cfr. Genesi 19:4,5). Quegli uomini erano omosessuali. Infatti, la parola italiana “sodomia”, che significa particolarmente ‘rapporti sessuali fra due uomini’, è tratta proprio dal nome della città di Sodoma. Tale pratica era molto diffusa tra gli abitanti di quella città e delle città vicine e aveva contribuito notevolmente ad abbassarne il livello morale (cfr. Genesi 18:23-32). Riferendosi proprio a questo l’apostolo Pietro scrisse che Lot era “angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati. Quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie” (2Pietro 2:7,8). Questo fatto non passò inosservato agli occhi di Dio. Quei due uomini (che in realtà erano angeli inviati da Dio) dissero infatti a Lot: “Il grido contro Sodoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave … il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandati a distruggerli” (Genesi 18:20; 19:13). Dio disapprovò la condotta omosessuale dei sodomiti e fece piovere fuoco e zolfo sulla città distruggendoli tutti!
In seguito, poiché l’omosessualità era estesamente praticata tra i cananei, gli abitanti della “terra promessa”, Dio diede questo comando al popolo di Israele: “Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna: è cosa abominevole” avvertendo che “se uno ha relazioni carnali con un uomo come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; saranno certamente messi a morte” (Levitico 18:22; 20:13).
È, dunque, evidente che Dio considerava l’omosessualità una “perversione sessuale contro natura” e come qualcosa di “abominevole” ai suoi occhi. Non ci sono scuse, né attenuanti, né altre possibili interpretazioni a ciò che è scritto nel Vecchio Testamento.
Al tempo del Diluvio diversi angeli si ribellarono a Dio scegliendo di vivere “contro natura”, cioè contro il modello divino della creazione. Gli angeli non furono creati per avere rapporti sessuali nell’ambito di una giusta relazione coniugale come il genere umano (cfr. Matteo 22:29,30). Ma quegli angeli ribelli abbandonarono la loro elevata posizione celeste e materializzarono corpi umani per avere rapporti sessuali con donne sulla terra. Deliberatamente scelsero di andare contro il progetto creativo di Dio. La loro azione ebbe effetti drammatici sul senso morale e sulla vita sociale in terra poiché le Scritture dicono che “la malvagità degli uomini era grande sulla terra”.
La loro condotta è paragonata a quella di uomini e donne che deliberatamente vanno “contro natura” adottando uno stile di vita omosessuale. Anch’essi stravolgono il progetto creativo di Dio il quale, avendoli creati “maschio e femmina”, dopo aver detto che i due dovevano divenire una “sola carne” dotandoli dei rispettivi organi sessuali per “complementarsi”, deve ora sopportare che se che due lesbiche si uniscono sessualmente, una delle due deve servirsi di qualche specie di mezzo artificiale in sostituzione dell’organo maschile per soddisfare l’altra, e se due uomini si accoppiano uno dei due deve assumere in qualche senso il ruolo femminile. Si, nel caso di omosessuali, maschi e femmine, in un modo o nell’altro, è necessario sostituire ciò che il sesso opposto ha “naturalmente”. Per questo motivo Dio, il Dio delle Sacre Scritture, considera tale condotta una “perversione sessuale contro natura” (cfr. Genesi 1:27; 2:18,24; Giuda 6,7). A motivo di ciò Dio distrusse quel mondo antediluviano e gli abitanti delle città di Sodoma e Gomorra dediti all’omosessualità, uno stile di vita che Egli aborrisce! (cfr. Efesini 4:18,19).
La maggioranza degli angeli, però, mostrò di rispettare il progetto creativo divino e scelse di rimanere fedele al ruolo “naturale” assegnato loro da Dio. Essi, infatti, sollecitarono Lot, che “si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie” ad abbandonare Sodoma, lo presero perfino per mano e lo trascinarono fuori da essa affinché scampasse (cfr. Genesi 19:15-17).
L’omosessualità, dunque, è una scelta di vita che una persona coscientemente fa. Chi preferisce tale condotta deve anche sapere che dovrà rendere conto a Dio della sua scelta, perché è scritto: “ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso” (Romani 14:12).
Peter Paul Rubens (1577-1640) - Lot fugge da Sodoma con la sua famiglia
La parola “fornicazione”, che include le “perversioni sessuali contro natura” usata da Giuda nella sua lettera, traduce il termine greco por·nei′a il quale deriva il verbo por·neu′o che vuol dire “darsi a illeciti rapporti sessuali”. Questo stesso termine fu usato da Gesù Cristo quando disse: “Or io vi dico che chiunque manda via la propria moglie, eccetto in caso di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio” (Matteo 19:9). Un dizionario greco, il Greek and English Lexicon of the New Testament di Edward Robinson, dice che usando por·nei′a egli incluse evidentemente “ogni rapporto proibito dalla Legge mosaica”. Quella Legge comprendeva fra i suoi comandi anche quello di Levitico 18:20, cioè: “Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna: è cosa abominevole”. Secondo Gesù commettere por·nei′a era moralmente così errato da essere un motivo per sciogliere il vincolo matrimoniale. Perciò anche Gesù parlò apertamente contro l’omosessualità.
Che questo fosse un comando che riguardava anche i cristiani si comprende da ciò che scrissero al riguardo gli apostoli.
L’apostolo Pietro, ricollegandosi alla condotta degli abitanti di Sodoma, paragonò gli uomini che la imitavano ad “animali irragionevoli nati secondo natura per esser presi e distrutti” (2Pietro 2:6-13).
L’apostolo Paolo fu ancora più esplicito e scrisse:
“Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi … Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento. E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno … E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa” - Romani 1:24-28,32
È evidente, dunque, che l’omosessualità non è uno stile di vita alternativo approvato da Dio. Nel futile tentativo di far sembrare che lo sia, spesso predicatori sia omosessuali che laici torcono le Scritture, come ha spesso tentato di fare il citato gesuita John J. McNeill (cfr. 2Pietro 3:16).
Chiunque si dichiara “cristiano” dovrebbe tenere presente qual è il punto di vista di Dio chiaramente espresso nella sua Parola, perché l’apostolo Paolo aggiunse:
“Non v'ingannate: né i fornicatori … né gli effeminati, né gli omosessuali … erediteranno il regno di Dio” - 1Corinzi 6:9,10
Ma perché Dio è così inflessibilmente contrario all’omosessualità?
Avendo stabilito le leggi universali della natura Egli conosce la nostra costituzione fisica, mentale, emotiva e spirituale. È contrario all’omosessualità perché sa che essa non reca alcun beneficio all’individuo.
Dall’apostolo Paolo ha fatto scrivere che tale pratica è “contro natura”. Il comportamento omosessuale è in ogni caso una deviazione dal Suo disegno creativo e qualsiasi deviazione dal disegno creativo di Dio produce cattivi risultati (come mostrano i rovinosi effetti prodotti dall’uomo sull’ambiente).
Non sorprende, dunque che Raoul Weston La Barre, noto antropologo della Duke University - North Carolina, USA, abbia definito l’omosessualità una “frustrazione della propria e dell’altrui essenziale natura biologica”.
Dio ha fatto anche scrivere: “Io sono il Signore tuo Dio che ti insegno per il tuo bene, che ti guido per la strada su cui devi andare” (Isaia 48:17).
Alcuni pensano che Dio sia troppo severo perché omosessuali ci si nasce e non si può fare niente per cambiare comportamento. Se così fosse, perché alcuni sono omosessuali solo per parte della loro vita, forse nell’età più avanzata? Non è logico pensare che dovrebbero esserlo fin dalla nascita?
Le cause che spingono verso l’omosessualità sono a tutt’oggi sconosciute. Molto probabilmente è un insieme di fattori che spinge la persona ad abbandonare le normali relazioni eterosessuali per quelle omosessuali. In ogni caso l’omosessualità è una scelta di vita che la persona fa. Una rivista dedicata, Gay-Vue, asserisce, infatti, che una “persona ha evidentemente la possibilità di conformarsi a uno qualsiasi o a tutti i modelli sessuali. Per tale motivo, a un certo punto nel corso della vita finisce per sceglierne uno”.
Gli omosessuali dunque sono tali perché lo vogliono. Come dice la Parola di Dio, è “secondo i desideri dei loro cuori”.
Sapendo questo, se una persona omosessuale vuole piacere a Dio, e vuole essere considerata un vero cristiano, deve abbandonare tale pratica, non ha alternativa!
Nel primo secolo alcuni fecero proprio così! L’apostolo Paolo infatti disse “tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio” (1Corinzi 6:11)
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